Daniela Baiardi, la libertà di creare

Artista, storica dell’arte, studentessa e nuova responsabile della comunicazione per Visarte-Ticino

Di Keri Gonzato / in coll. con Visarte-Ticino

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato a laRegione

Classe 1997, con origini ticinesi e colombiane, sino all’adolescenza ha vissuto in Nigeria e Francia. Ha compiuto il suo Bachelor con una doppia licenza alla Franklin University Switzerland a Sorengo in Storia dell’arte e Cultura visiva e Comunicazione visiva. Al momento frequenta l’Accademia di Architettura di Mendrisio e sta seguendo il Master in Storia e teoria dell’arte e architettura. E a Radio Gwen, a Chiasso, la potete seguire col suo programma radio “Underground Galaxy”…

Di Bogotá adora l’architettura eclettica e la personalità forte dei quartieri che la compongono. “Vi ho trascorso tante vacanze in visita ai familiari, ho molti ricordi, sono cresciuta fra le opere d’arte create da mia madre e dalla nonna colombiana, la mia abuelita”, racconta Daniela Baiardi. Nata nel 1997, è artista, storica dell’arte, studentessa e nuova responsabile della comunicazione per Visarte-Ticino. La sua cultura visiva è stata stimolata quando era molto piccola; la mamma che ha studiato psicologia ma dipinge l’ha sempre incoraggiata a esprimersi.

L’arte rappresenta libertà

“La libertà di esprimere sé stessi, una comunità o anche l’umanità: il potere di esprimersi con tutti i mezzi a disposizione è molto importante”. Attraverso l’arte ha trovato la sua strada nel mondo e oggi si esprime attraverso pittura, fotografia, collage e video. È cresciuta in una famiglia stravagante e divertente dove la noia non esiste. “Non c’è un giorno dove non ci prendiamo in giro e ridiamo in italiano, spagnolo, francese, inglese e tedesco. I discorsi non sono mai uguali perché abbiamo studiato tutti discipline disparate, una diversità che crea unità”. Un contesto umano ricco da cui ha ricevuto insegnamenti come “la resilienza di mai arrendersi nel muoversi verso uno scopo e la passione di fare le cose fino in fondo con il cuore”. L’infanzia itinerante ha forgiato il suo sguardo sul mondo. Le sue case sono state a Caslano, Magliaso, Abuja in Nigeria, Berna e Strasburgo. “Ogni luogo ha rappresentato esperienze uniche che non scambierei per niente al mondo, ho faticato con i cambiamenti di scuola e di lingue ma sono diventata molto flessibile e inclusiva”, racconta, “cerco sempre di fare sentire le persone a loro agio perché so cosa vuol dire essere nuovi o essere timidi. Sono aperta a scoprire e conoscere persone di altre culture e so che le amicizie vengono e vanno, ma la rete di divani che ti possono ospitare in giro per il mondo è grande”.

Daniela, voglio sapere cosa porta dentro di lei di ogni paese in cui ha passato gli anni formativi della sua vita… “Troppe cose! In Colombia ho imparato il significato di famiglia, coesione e il fatto che prendersi in giro è un segno d’amore. La Nigeria mi ha cambiato la vita in un modo unico, lì ho imparato l’inglese e a ballare: non mi scorderò mai del canale televisivo African Magic, tutti i film di Nollywood sono incredibili. Invece in Francia ho perfezionato il mio francese, ho assorbito le finezze di una città internazionale e il valore dell’onestà. Strasburgo è stata molto importante perché ero adolescente e mi ha permesso di sperimentare con il mio stile”. In Ticino si sente bene, ogni volta che dice ‘vado via’ trova sempre una ragione per rimanere. “L’adattamento dopo Strasburgo è stato lento e difficoltoso”, ricorda, “ma ora accetto chi sono e mi trovo bene dove sono, anche se metà del mio cuore è sempre in Colombia e altre piccole parti sono sparpagliate nei luoghi dove ho vissuto”.


© Robin Bervini

“Trovare un equilibrio”

Oggi vive a Magliaso e sta facendo un master in Storia e teoria dell’arte ed architettura all’Accademia di architettura di Mendrisio. Al contempo è stagista all’UNESCO Chair dell’USI (UNESCO Chair in ICT to develop and promote sustainable tourism in World Heritage Sites), dove sta collaborando a un progetto molto interessante. Ha dei lavori part-time come alla biblioteca dell’Accademia e quando c’è l’opportunità fa dj set per eventi culturali. “In parallelo curo il programma radiofonico ‘Underground Galaxy’ sul canale indipendente Radio Gwen, dove ho imparato a creare podcast, mettere musica e intervistare artisti”. È convinta che le realtà culturali alternative debbano esistere come quelle mainstream perché la diversità crea ricchezza.

Dallo scorso aprile fa parte del comitato di Visarte-Ticino come manager della comunicazione. “Un passo molto importante nella mia vita”, spiega. “Sono grata di lavorare con persone che sono del mestiere, sempre pronte ad ascoltare ed aiutare”. Un comitato solido ed equilibrato formato da tre uomini e tre donne che sta lavorando per offrire cose nuove come i “Visarte Talk”. Per staccare la spina e rilassarsi, Daniela ascolta Barry White e Andy Shauf, con una passione particolare per il brano “Begin Again”, e legge poesia e libri di storia dell’arte… Il suo preferito è Representing Woman della storica dell’arte Linda Nochlin, che offre una riflessione sociologica su come le donne vengono rappresentate nel mondo dell’arte e sul perché sono state poche le artiste grandiose.

Oggi la sua strada è quella di storica dell’arte, ma sente che continuerà sempre a creare: “Credo e ritengo che un buono storico dell’arte debba almeno sapere disegnare, pitturare o fare scultura o fotografia”, spiega. “La mia visione è di mantenere la multidisciplinarità, formando la mia identità mi sono resa conto che devo vivere di diverse cose”. In futuro spera di poter dare il suo contributo nella protezione del patrimonio culturale, soprattutto quello architettonico, e le piacerebbe entrare nel mondo della diplomazia culturale dove usare la cultura come un ponte che unisce. La sua casa ideale è grande, un posto di ritrovo per tante persone da tanti mondi diversi. Un punto di riferimento per tutti. Uno spazio condiviso dove creare, scambiare idee e avere dialoghi e dibattiti. Se tutto va bene, per trovare soluzioni. “In futuro mi piacerebbe vivere fra la Svizzera e la Colombia, non so ancora come ma so cosa voglio: trovare il mio equilibrio, su misura”.


© Daniela Baiardi
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