Monza, correva l’anno…

Di laRegione

Questo fine settimana il mondo della Formula Uno torna nel Tempio della velocità. E visto quanto accaduto pochi giorni or sono al GP del Belgio, emozioni e pubblico non dovrebbero mancare sul circuito brianzolo.
Fu così anche nel weekend del 5 e 6 settembre 1970 che, ahinoi, non era iniziato nel migliore dei modi. Durante le qualifiche Jochen Rindt su Lotus 72 esce alla curva Parabolica (per cause mai pienamente chiarite) e l’auto si disintegra contro il guard rail. Rindt morirà sul colpo. Nella gara del giorno seguente un quasi esordiente Clay Regazzoni – classe 1939, alla sua prima stagione nel Circus e terzo sulla griglia di partenza su Ferrari 312 B – non poteva immaginare quante emozioni stava per regalare agli oltre 150mila spettatori stipati a bordo pista. Pronti partenza via: si corre a oltre 230 km/h di media e tutti si attendono l’impresa di Jacky Ickx, compagno del ticinese. Ma la frizione lo tradisce. La gara è tiratissima e a una decina di giri dalla fine Clay sorprende gli uomini di testa e si porta in prima posizione, inanellando giri veloci. Le immagini in bianco e nero di quella giornata – disponibili anche sul portale lanostrastoria.ch – mostrano un Regazzoni quasi frastornato, immerso in un vero bagno di folla. Potrà rivivere quell’emozione a due passi da casa sua anche il 7 settembre del ’75.
«Viveur, danseur, calciatore, tennista e, a tempo perso, pilota» disse di lui Enzo Ferrari dopo un’apparizione di Clay in TV. L’amore con la Scuderia era agli sgoccioli, ma non la sua voglia di vivere. Pochi anni più tardi dimostrerà con quale forza solo un uomo vero è in grado di ricominciare dopo aver visto la morte in faccia.

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