Ciò che occupa la nostra vita

Quando riprenderemo possesso della nostra routine rimpiangeremo le strade vuote, le serate silenziose e i pomeriggi a strappare l’erbetta in giardino?

Di Giancarlo Fornasier

Pubblichiamo un contributo apparso in Ticino7, allegato del sabato nelle pagine de laRegione.

La misura della noia che in molti stanno sperimentando in questi “strani giorni” ha diversi parametri. Uno di questi passa dalla cura del giardino e dalle passeggiate col cane… per chi ne ha uno, naturalmente. Mai visti tanti inutili tagli d’erba come nell’ultimo mesettino: un impegno che per alcuni è diventato quasi ossessivo, forse legato alla disperazione di una vita improvvisamente svuotata delle poche certezze di casa-lavoro-bar-amici (e chiesa, chissà).

L’uscita con Fido, invece, si giustifica a tutte le ore; mezzogiorno incluso, visto che i ritmi delle giornate si sono perduti sul divano di casa. E così i tre pasti giornalieri, tanto che pure la Confederazione ha creduto fosse il caso di sensibilizzare la popolazione sui rischi di una dieta prolungata a forza di zuccheri e pizze surgelate. Ma i virtuosi non mancano, anche in tempo di pandemie; e allora ecco il boom delle sementi che viaggiano per posta e dei pollici verdi che riscoprono il piacere di sporcarsi le mani con la terra. Ottimo.
Quando tutto questo finirà saremo diversi, forse migliori? Solo se si è costretti a passare 24 ore al giorno chiusi in casa ci si può rendere conto di quanta fuffa e inutilità materiale si accumulano nella propria vita: eh sì, questo sarebbe proprio il momento buono per gettare ciò che non serve… ma se non vi sentite ancora pronti potete sempre uscire a falciare il prato.

 

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