Da trent’anni, I Comediant da Minüs portano la vita sul palco. Con tanta ironia
I riflettori si accendono oggi sulla compagnia locarnese, in scena dal 1995. Vittoria Mazzoleni e Marco Allemann ci accompagnano nella storia del sodalizio
Di Moreno Invernizzi
I riflettori si accendono oggi sulla compagnia locarnese, in scena dal 1995. Vittoria Mazzoleni e Marco Allemann ci accompagnano nella storia del sodalizio che sul palco porta spaccati di vita quotidiana con tanta ironia. Della compagnia non fanno parte unicamente attori e regia, ma, come in una grande famiglia, comprende due suggeritrici, un tecnico di suono e luci e diversi collaboratori.
La puntata odierna approda nel Locarnese: sotto i riflettori ci sono i Comediant da Minüs. All’anagrafe, il gruppo nasce nel 1995. «Ma la nostra storia comincia ancora prima – ricorda Vittoria Mazzoleni, dapprima suggeritrice e poi promossa ad attrice, nonché una sorta di memoria storica dei Comediant da Minüs –. In principio c’era La Piccola ribalta, filodrammatica che per anni è stata uno dei punti di riferimento delle attività sociali e ricreative del Comune. ‘Missione’ che nel 1995, quando sono stati creati, è stata poi ereditata dai Comediant, andando così a colmare quel vuoto che si era creato con la cessazione delle attività della Piccola ribalta».
Non si ferma (quasi) mai
Per arrivare in scena preparati a puntino, ci vuole anche un annetto di lavoro. Anche così, a ogni buon conto, gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo… «Una volta, proprio al momento di aprire il sipario e iniziare lo spettacolo, la sala si è ritrovata completamente al buio per una panne all’impianto luci. Un fuori programma capitato proprio la sera della prima, contribuendo a far salire ancora di più quell’agitazione tipica dei debutti. Un’altra volta, al Teatro del Gatto di Ascona, a un nostro attore è capitato di rompersi un tendine durante lo spettacolo. Ma anche così siamo riusciti ad andare avanti, senza che il pubblico se ne avvedesse. È pure capitato che una vetrina andasse in frantumi nel bel mezzo di una scena: come l’abbiamo risolta? Tutti, pubblico e attori, ci siamo fatti una risata extra (e senza supplemento del biglietto, ndr), e poi abbiamo ripreso il filo del discorso: il teatro non si ferma (quasi) mai, nemmeno di fronte agli imprevisti. Anzi, spesso sono proprio quelli a dare un tocco di originalità in più al tutto, rendendo ancora più unica la rappresentazione. D’altronde è risaputo: puoi provare e riprovare uno spettacolo mille volte, ma all’atto pratico, ogni sera sarà sempre diversa dall’altra. Ecco perché vale la pena anche di tornare a rivederlo più volte. E le persone che fanno ‘il bis’ non mancano di certo…».

© I Comediant da Minüs
Fare teatro fa bene
Far teatro, è risaputo, fa del bene. A chi lo fa, ma anche agli altri, e non solo per il pubblico che assiste alle rappresentazioni, visto che parte del ricavato va a favore di enti e associazioni che vogliono organizzare una serata particolare proponendo uno spettacolo dei Comediant da Minüs. Ed è appunto con questa filosofia che da oltre un trentennio la compagnia porta in scena i suoi lavori.
«La strada che porta alla prima è un cammino lungo, fatto di tante prove (di norma il giovedì, con eventuali extra in prossimità della prima, ma mai, per scaramanzia, la vigilia di uno spettacolo): mesi e mesi di lavoro per cucire i panni giusti addosso a ogni attore», premette Marco Allemann, che dopo aver fatto la gavetta già nel 1995, da diversi anni cura la regia degli spettacoli dei Comediant. «Ho cominciato dando una mano dietro le quinte. In seguito, un po’ per necessità e un po’ per la voglia di mettermi in gioco in prima persona, mi sono ritrovato sul palco per interpretare uno dei molti personaggi che hanno popolato le nostre commedie passate. E infine sono nuovamente tornato… dall’altra parte della ribalta per curare la regia: è cambiata la prospettiva, è vero, ma la realtà del teatro, di quello che portiamo in scena con i Comediant, è sempre appassionante».

© I Comediant da Minüs
La vita di tutti i giorni
Come nascono i vostri lavori, e qual è il segreto del vostro successo? «Da qualche anno, la mente che sta alla base delle commedie che portiamo in scena è quella di Stefano Palmucci. Noi poi le traduciamo in buon dialetto (anche se talvolta per esigenze di copione, alcuni personaggi o passaggi restano in italiano). Sul palco portiamo spaccati di vita quotidiana, il più possibile vicini alla nostra realtà. Ovviamente conditi con tanta ironia. Un paio di nostre commedie sono pure state filmate dalla Rsi e da TeleTicino, che ogni tanto le ripropongono: sono in molti quelli che se le riguardano volentieri».
Una casa
Quanto propone la compagnia è sì un teatro amatoriale, che può però contare, e non è cosa da poco, su una sede ben attrezzata. «Grazie alla collaborazione che abbiamo allacciato fin da subito con l’Oratorio San Giovanni (ora ribattezzato Casa San Giuseppe, con l’annessa sala che ha preso il nome di Teatro dell’Asinello), per le nostre prove facciamo capo a una grande sala di teatro, completa di infrastrutture audio e luci professionali. Questo è sicuramente un vantaggio, perché sin dalle prime prove, quando una commedia è ancora allo stato embrionale, gli attori possono provarla in un ambiente del tutto simile a quello dove, una volta pronti, verrà presentata al pubblico. È infatti nostra tradizione portare in scena nella sala dell’Oratorio la prima. Ed è anche qui, una volta conclusa la nostra tournée, che di norma facciamo calare l’ultimo sipario sullo spettacolo, un po’ come a voler chiudere un ipotetico cerchio».

© I Comediant da Minüs
Tournée e rituali scaramantici
In mezzo ci sta però una serie di tappe in giro un po’ per tutto il Cantone. «E non solo: una volta ad esempio siamo stati ospiti della Pro Ticino di Berna; una trasferta bellissima! In questi anni ci è poi capitato di… sconfinare pure a Como, e devo dire che il pubblico ci ha davvero accolti bene. Portare in scena una commedia vuol però dire pensare anche alle scenografie, e spostarci da un teatro all’altro non è sempre evidente. Per fortuna possiamo contare su diversi aiuti esterni che svolgono un grande lavoro dietro le quinte: i Comediant non sono solo gli attori che si alternano sul palco e il regista, ma siamo una grande famiglia che comprende anche suggeritrici (due), un tecnico di suono e luci e i diversi collaboratori. Di norma, la nostra tournée si compone di dieci-dodici date, per dare a tutti la possibilità di venire a vederci, ma siamo sempre pronti ad aggiungerne altre, qualora ci dovessero essere ulteriori richieste», ricorda ancora Vittoria Mazzoleni.
E qual è allora il ricordo più buffo legato a uno dei molti personaggi interpretati sul palco? «Beh, ogni volta c’è sempre questo o quel personaggio che spicca per la sua originalità, al punto che sarebbe quasi impossibile sceglierne uno solo… Ricordo però una volta che a me è toccato vestire i panni della più bella del paese, fra l’ilarità di tutti, a cominciare da quella della sottoscritta!». Prima di tornare in scena per una nuova prova, la nostra interlocutrice svela un dietro le quinte dei Comediant: «A proposito di scaramanzia, in ogni commedia che portiamo sul palco ci premuriamo che tra gli oggetti di scena ci sia qualcosa di pizzo». A voi trovarlo assistendo a una delle loro prossime rappresentazioni!
