Maria del Pilar Cabarcas-Gaberell. Beneficenza, ma con ‘stile’

Dalla doppia nazionalità colombiana e svizzera, la incontriamo a Paradiso, dove lavora. Vivace, dinamica e solare, non ha mai dimenticato le sue origini

Di Gino Driussi

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato a laRegione

È nata a Barrancabermeja, Santander, in Colombia, il 4 novembre 1975. Nella sua città ha frequentato l’Istituto tecnico superiore di commercio, dove si è laureata come disegnatrice di moda nel 1992. Dopo una pausa, ha studiato moda e alto cucito in una scuola universitaria specializzata di Bucaramanga, fino al 2002, quando è diventata stilista. Sposata con il ticinese Michel Gaberell dal 2000, vive nel nostro cantone dal 2002. Titolare di una boutique a Paradiso, nel 2013 ha fondato – e tuttora presiede – l’associazione benefica colombiana ‘Viva mi Tierra’.

Figura anche lei nel libro 101 donne di successo in Ticino, uscito recentemente per iniziativa dell’azienda di editoria specializzata e marketing Edimen (Lugano). Dalla doppia nazionalità colombiana e svizzera, la incontro nella sua boutique di Paradiso e – nel corso della nostra piacevole conversazione – mi colpiscono la sua vivacità, il suo dinamismo, il suo entusiasmo, la sua solarità, la sua estroversione. Il suo racconto inizia da molto lontano, a più di 9’000 chilometri. Da qui, nella città di Barrancabermeja, in Colombia, dove è nata 46 anni fa. “Il mio interesse per la moda è incominciato sin da quando ero bambina. Mi piaceva fantasticare disegnando i vestitini per le bambole, che poi mi divertivo a creare con gli scarti di tessuto che avanzavano a mia mamma, che era sarta. Con il passare degli anni, questa passione è cresciuta e il desiderio di entrare nel mondo della moda mi ha portato a intraprendere studi specializzati, fino a diventare stilista”.


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L’arrivo in Svizzera

Una tappa importante nella vita di Maria – “movimentata, ma sempre molto interessante”, mi precisa – è stata il suo arrivo in Svizzera. “Sono venuta per la prima volta in vacanza in Svizzera, ventenne, nell’estate del 1996. Con un volo interno raggiunsi Lugano da Berna per venire a trovare un’amica colombiana e mi ricordo l’affascinante paesaggio che potevo ammirare dal finestrino. Arrivando ad Agno e scendendo in auto da Sorengo, fui colpita dalla bellezza del cielo, del lago e delle montagne. Insomma, fu amore a prima vista e mi dissi che avrei voluto vivere qui per sempre”. Un desiderio che si avvererà qualche anno dopo. “Tornai altre due volte in Svizzera negli anni successivi. Conobbi Michel, quello che sarebbe diventato mio marito, proprio grazie a questa amica, nel 1998 e due anni dopo ci sposammo, ma vivemmo separati (vedendoci solo durante le vacanze) per due anni, in quanto io feci ritorno in Colombia per concludere i miei studi di stilista di moda in una scuola specializzata di Bucaramanga. Finalmente, nel 2002 il mio grande sogno divenne realtà e venni definitivamente qui in Ticino per vivere con mio marito”.


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Vuoti colmati

Per lei non fu difficile ambientarsi in una realtà così diversa e così lontana da quella in cui era vissuta fino allora. “Oltre alla bellezza del paesaggio, fui subito colpita dall’ordine, dal senso di sicurezza e dalla precisione che regnavano qui, per cui l’impatto fu certamente positivo. Tuttavia, non potevo non sentire un grande vuoto: quello di aver lasciato la mia famiglia, i miei amici, le mie abitudini, il nostro folklore, la nostra musica così allegra, la nostra cultura, la nostra gastronomia. Allora mi sono detta che sarebbe valsa la pena di far conoscere tutto questo ai ticinesi”. Ed è così che nel 2013 è nata, su sua iniziativa, l’associazione ‘Viva mi Tierra’, che comprende 170 iscritti (di varie nazionalità), di cui 50 volontari che portano avanti diverse attività, mentre in tutto, in Ticino, risiedono circa 700 colombiani. Integrarsi perfettamente e mantenere nel contempo i legami con il Paese d’origine. “Sì, questo è lo scopo del nostro sodalizio, come peraltro di molti altri che esistono qui da noi. Volevo anche correggere l’immagine talvolta distorta che si ha della Colombia, valorizzandone tutti gli aspetti positivi, il che viene molto apprezzato dalla nostra ambasciata a Berna e anche dalle autorità locali, con le quali siamo in ottimi rapporti”. Un altro aspetto interessante è che nel 2016 Maria Cabarcas-Gaberell ha creato una fondazione in Colombia, precisamente a Yumbo, che si chiama pure ‘Viva mi Tierra’. “Con questa iniziativa vogliamo aiutare dei bambini (attualmente sono 60) che si trovano in situazioni familiari e sociali disagiate togliendoli dalla strada e dando loro una vita dignitosa grazie a un doposcuola che comprende una mensa, dei laboratori con attività manuali, fisiche, ludiche, sportive, sostegno medico e psicologico, insomma tutto l’appoggio emotivo e morale di cui necessitano”.


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Nuove speranze

La Colombia è spesso vista da qui come un Paese pericoloso, dove regna la violenza soprattutto a causa del narcotraffico e della guerriglia, nonostante lo storico accordo di pace del 2016 tra le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) e il governo. Ma Maria Cabarcas-Gaberell guarda con fiducia al futuro della sua patria. “Quest’anno c’è stata una svolta politica molto importante, con l’elezione a presidente, per la prima volta, di un esponente di sinistra, Gustavo Petro. I colombiani – me compresa – hanno molta fiducia in lui e sperano che porti finalmente a compimento quel processo di pace mai veramente attuato finora da parte dei governi di destra”. Staremo a vedere e seguiremo con interesse – anche grazie a “Viva mi Tierra” – cosa succederà nei prossimi anni in questo affascinante Paese latino-americano.

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