Si alzi il sipario: ecco gli Attomatti

Nella costellazione delle compagnie che compone la galassia della Federazione delle filodrammatiche della Svizzera italiana c’è anche un’enclave a Zurigo: quella degli Attomatti. Ce la racconta Domenico Scotti Di Carlo

Di Moreno Invernizzi

Gli Attomatti muovono i loro primi passi sulla ribalta nel 2024. Ma è ancora prima che Domenico Scotti Di Carlo mette a dimora il seme da cui due anni fa è nata quella che oggi è una delle realtà poliedriche che compongono il mosaico delle offerte culturali della città sulla Limmat.


© Attomatti

«A Zurigo ci sono arrivato nel ‘lontano’ 2020, seguendo il mio cuore e… la mia compagna – afferma quello che a tutti gli effetti può essere definito il ‘padre’ di questa compagnia teatrale –. Sono nato a Napoli, dove ho vissuto infanzia e adolescenza. Poi ho girato un po’ l’Italia per studiare teatro, in particolare fermandomi a Pavia, dove ho appunto perfezionato la mia formazione attoriale. Quando mi sono trasferito a Zurigo ho cercato di portare avanti come potevo la mia passione per il teatro. Non più come professionista ‘tout court’, ma come attività accessoria da praticare in parallelo al mio lavoro come educatore. Ovviamente tra il dire e il fare, specie quando ti ritrovi in una realtà tutta nuova e per giunta quando la lingua ufficiale del posto è tutta un’altra (anche rispetto al tedesco ‘classico’), di mezzo non c’è un mare, ma un oceano! All’inizio davanti a me ho trovato tanti vicoli ciechi. Come se non bastasse, quelli erano gli anni della pandemia, cosa che non ha certo agevolato il tutto».

Dar vita a una compagnia

Poi, ecco il… coup de théâtre: «Stanco di bussare a porte che rimanevano chiuse, mi è venuta un’intuizione: perché non creare io stesso un’associazione, una compagnia? Ho studiato quali erano i passi necessari per questo scopo e nel 2024 gli Attomatti sono diventati realtà. Alla fin fine sono riuscito a radunare un bel gruppo eterogeneo di persone, dai diciotto ai sessant’anni circa, quasi tutti più o meno nella mia medesima condizione e con tanta voglia di ‘fare gruppo’ tramite un’attività comune. Prova dopo prova, il numero di persone coinvolte nel progetto è costantemente cresciuto: se all’inizio eravamo un gruppo ristretto, ora la cerchia degli Attomatti si è allargata fino a comprendere una ventina di persone. Le prime volte è stato quasi come andare a scuola di teatro, visto che, al di là della grande voglia di stare su un palco che le animava, praticamente nessuna di loro aveva esperienze pregresse in materia. Così ho cercato di mettere al loro servizio ciò che avevo imparato negli anni di studio tra accademie e compagnie teatrali, amatoriali e professionistiche in cui ho lavorato».


© Attomatti

Ditegli sempre di sì

Mesi e mesi di prove, generalmente il mercoledì sera, finché per gli Attomatti arriva il momento di compiere il grande passo: «Raggiunto un certo livello di recitazione abbiamo deciso di fare un ulteriore ‘step’ e chinarci su un testo vero. Abbiamo iniziato a lavorare su Ditegli sempre di sì, commedia scritta da Eduardo De Filippo, che abbiamo portato in scena per la ‘prima’, qui a Zurigo, nel marzo del 2025. La strada per arrivare fin lì è stata lunga e a volte forse pure pesante, ma anche appagante: quando il sipario si è alzato per la prima volta sugli Attomatti, per tutti è stata un’emozione unica. Abbiamo replicato due volte la commedia, sempre a Zurigo, riscuotendo un ottimo successo, cosa affatto scontata specie quando si va in scena in un posto dove l’italiano non è la lingua madre. In queste condizioni devi essere bravo a prendere la gente e portarla a teatro, anziché aspettare che sia lei a imboccare la strada che porta al teatro».

Attomatti 2.0

E poi? «Terminata questa prima fatica, alcuni hanno deciso di fermarsi lì: non se la sentivano di affrontare un altro ‘viaggio’ così impegnativo. Con quelli rimasti, invece, abbiamo continuato a lavorare, e parallelamente ho tempestato le varie bacheche, fisiche e virtuali, alla ricerca di altri potenziali interessati. E, ancora una volta, la rispondenza è stata massiccia, in particolare di ragazzi con storie simili alla mia. Avevo anche la volontà di alzare un po’ l’asticella, ragion per cui ho ‘provinato’ diverse persone tramite i social media, e alla fine sono nati… gli Attomatti 2.0, che è poi la compagnia attuale. Ognuno, all’interno di questo gruppo, ha le sue doti e le sue abilità, e tutte sono utili alla causa della compagnia».


© Attomatti

Una Cenerentola

A livello teatrale, la seconda ‘fatica’ degli Attomatti è stata la rivisitazione (a cura di Scotti Di Carlo stesso) della fiaba di Cenerentola. «L’idea di portare in scena questa fiaba mi frullava per la testa ancor prima di formare gli Attomatti. Questa storia fa parte di me, dato che il primo spettacolo che mi costrinsero a studiare e portare in scena quando iniziai la mia formazione nel teatro era appunto La gatta Cenerentola di Roberto De Simone. Ho preso spunto dalle narrazioni classiche per creare una storia mia, diversa, ma sempre ispirata a Cenerentola. Da qui la scelta di mettere l’articolo indeterminativo davanti al titolo della mia pièce: Una Cenerentola, che abbiamo poi portato in scena a Zurigo, ma anche in… tournée, nel Canton Zurigo e pure a Tenero».

Storia ancora più recente, nell’ambito della Biennale del teatro amatoriale svizzero, gli Attomatti hanno rappresentato la Federazione ticinese portando in scena lo sketch inedito Non sottovalutare i quaranta, appositamente ideato da Scotti Di Carlo per il quarantesimo della Biennale. E non è finita qui: «No, affatto: nel mese di maggio dell’anno prossimo porteremo in scena Una Cenerentola in provincia di Avellino!».

Un impegno a tutto tondo

Quello degli Attomatti, a ogni buon conto, è però un impegno a 360 gradi nel mondo del teatro, e non solo lì. «Oltre a portare in scena commedie, ci occupiamo della gestione di una sala (l’Abz Saal in Balberstrasse 47) dove proponiamo tutta una serie di attività. Fra cui un laboratorio teatrale quasi gratuito (il primo è partito a settembre ed è incentrato su William Shakespeare) e, in collaborazione con l’Università per la terza età, un cineforum con la proiezione mensile di un film in italiano».


© Attomatti

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