Woldmanndli, i nostri gnomi del bosco
Ogni anno, a fine ottobre, Andermatt è invasa dal fragore dei Woldmanndli. Un rito popolare che affonda le radici nella storia della comunità e nella protezione del bosco.
Di Clara Storti
Un suono di campanacci, intenso robusto perentorio, precede passi piccoli e grandi, spandendosi lungo il pendio della montagna che a sud protegge Andermatt (in italiano storico Orsera), nel Canton Uri. Prima il suono, poi, dal sentiero del Gurschenwald, si affaccia un serpentone di sacchi di juta: sono i Woldmanndli che, campanacci alla mano, scendono dalla montagna facendo un gran fracasso.

© Keystone/Urs Flüeler
Quella dei Woldmanndli, “gnomi del bosco”, è una delle numerose Tradizioni viventi svizzere, un rituale che coinvolge parte della società di Andermatt l’ultimo sabato di ottobre (quest’anno è in calendario il 24 ottobre 2026, dalle 13) e che ha radici piuttosto antiche. Coinvolgendo bambini, donne e uomini, questa pratica sociale ha un legame con la cura del patrimonio boschivo della regione, si legge sul sito www.lebendige-traditionen.ch.
Secondo quanto viene tramandato, i Woldmanndli “rappresentano operai e braccianti che un tempo, nell’interesse della comunità del paese, si occupavano della cura del piccolo bosco salvaguardandolo dal disboscamento abusivo”.
Proteggere il bosco
Tutto sembra quindi nascere dalla protezione del bosco, partendo da una motivazione molto pratica e importante: preservare il Gurschenwald dal taglio degli alberi (molte aree limitrofe erano soggette al disboscamento), perché essenziale contro le valanghe. Così, le autorità, nel lontano 1397, pubblicarono il Bannbrief di Andermatt (un’ordinanza), in cui v’erano scritte le “severe disposizioni di tutela”, rinforzate dalla “minaccia di pesanti multe e, in caso di recidiva, persino dell’espulsione dal territorio”.

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Il terreno dal punto di vista della verifica storica è scivoloso, soprattutto per quel che concerne l’attività dei boscaioli di un tempo: “È – continua la scheda – tuttavia plausibile che la comunità del paese incaricasse dei braccianti per garantire le misure di protezione e manutenzione previste dal Bannbrief ”. Le operazioni di questi gruppi di uomini iniziavano con lo scioglimento della neve e finivano il servizio poco prima dell’inverno. Tuttavia le fonti per ricostruire questo compito – chi era coinvolto e come si praticava – sono piuttosto scarse.
Campanacci, Krumme e Bockähourä
Ma dai guardiani del bosco come si è arrivati al corteo abbigliato di juta, la faccia colorata di nero da turaccioli bruciacchiati, campanacci, Krumme e Bockähourä? “Il rituale praticato oggi – si legge ancora – può essere fatto risalire, sulla base della tradizione orale, alla prima metà del XX secolo”, tuttavia si sottolinea che non si hanno notizie circa un coinvolgimento diretto dei Woldmanndli “nei lavori di cura del bosco oppure se praticassero già una rievocazione ritualizzata”.

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Alla fine degli anni Sessanta, Willi Bomatter-Furger si trasferì ad Andermatt (da Bürglen, sempre nel Canton Uri), qui entrò in contatto con il rito, organizzato informalmente e a cui prendeva parte un capannello di uomini, i quali “sfruttavano l’occasione soprattutto per fare la corte alle ragazze”. Colpito dalla tradizione, Bomatter-Furger ritenne che fosse indispensabile dare struttura a quel “girovagare di personaggi nel bosco” e così, con altri abitanti del paese, mise in piedi un corteo che si concludeva con una zuppa. Questa formula, apprezzata dagli abitanti, si affermò negli anni Settanta, periodo in cui la manifestazione si aprì anche a bambini e donne. Dal 2005, il rituale è organizzato dalla St. Nikolaus-Organisation.
L’ultimo sabato di ottobre
Così ogni anno, durante l’ultimo sabato di ottobre, allo scoccare delle 13 dell’orologio della chiesa dei SS. Pietro e Paolo, ecco una schiera di grandi e piccini travestiti (i più piccoli con i “pamir” a protezione delle orecchie; i grandi con una Krumme, sigaro, in bocca), viso nero, armati di campanacci per mucche – fra cui i giganti e tradizionali Treicheln –, scendere dal Gurschenwald lungo sentieri e strade campestri per raggiungere il centro di Andermatt.
Da più di una quindicina di anni, si conta un centinaio di partecipanti al rumorosissimo corteo che termina, dopo un’ora circa, nel centro storico: “Come ringraziamento per lo spettacolo offerto, tutti i Woldmanndli ricevono bevande e una zuppa con carne”, cucinata all’aperto e offerta ogni anno da un donatore diverso, spesso un profilo pubblico.

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