Le donne in moto

Ma come faranno a viaggiare così, con pochi trucchi e senza inganni?

Di laRegione

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, disponibile anche nelle cassette di 20 Minuti per tutto il fine settimana.

L’amica che dichiara di portare tre cambi multi incastro giorno-sera, tre costumi e due scarpe si definisce «non rappresentativa». In Corsica avrà una lavatrice in casa perciò potrà facilmente ridurre il disagio di disporre di pochi vestiti. Si ritiene una dilettante dei viaggi in moto, prima di quest’estate non aveva mai tentato qualcosa di così impegnativo. 
A convincerla, si giustifica, un marito travolto dalla passione per le due ruote. Lui è uno di quelli che usano la crema idratante mattino e sera e perciò stesso infinitamente pericoloso, perché ritiene che chiunque possa privarsi di qualche comodità se ci riesce persino lui. 
L’amica sedicente non rappresentativa delle femmine che vanno in moto suggerisce di guardare al livello più avanzato: quelle che stanno in viaggio per dei mesi, attraversano continenti, caricano il mezzo su un cargo per l’Alaska e ridiscendono senza passare dal via. Pare che in questi itinerari il beauty case non venga neppure contemplato.
Principianti oppure esperti, neofiti o veterani tutti gli intervistati del campione rappresentativo selezionato dalla vostra Ficcanaso per Ticino7 condividono un’esperienza: quella della libertà. «È un’educazione all’essenziale per vivere», racconta l’amica che di mestiere vende il non essenziale a persone come la sottoscritta. «In moto ti liberi di tutto, sali e non devi far altro che andare», le fa eco quell’altra parafrasando Kerouac. Non c’è racconto che non trasmetta entusiasmo estremo suscitando ammirazione religiosa, ancora più intensa se preceduta da una iniziale diffidenza.

Chi rimane a terra
Chi va al lavoro in bicicletta portandosi una canottiera di ricambio nella borsetta, guarda il fenomeno con il naso all’insù come i bambini che non hanno il coraggio di salire sull’ottovolante ma sono affascinatissimi da quelli che ce la fanno. Se vi sentivate già estreme a viaggiare soltanto con il bagaglio a mano vi consiglio di provare l’ebbrezza di discutere con amiche che partono senza la trousse dei trucchi. In quella dimensione in cui la BB cream si contende lo spazio con la sciarpetta di cachemire si scoprono cose incredibili. 
Lo penso ogni volta che in autostrada, incolonnata nel tragitto per qualche vacanza, vedo una moto che sfreccia superando la fila di auto. Come fanno? Sento ugualmente distanti i campeggiatori, ma è solo per i motociclisti che nutro un’ammirazione istintiva. Entrambi esercitano su di me il fascino dell’autosufficienza, ma è la dimensione semi solitaria dei motociclisti che mi incanta. La moto rende tutti belli e meravigliosi, un po’ come, a 16 anni, una chitarra trasformava semplici nerd indossatori di magliette slavate in poeti della musica indie perfetti per disintegrarci il cuore. 
Vorrei essere come loro, pensi quest’anno con la testa già alle vacanze. La scarpiera è piena di sandali portabili solo al mare e al mare ci stai al massimo tre giorni perciò ammortizzare le spese sembra impossibile. Nel dubbio vorresti mandare tutto all’aria, dire a tutti: sapete quella vacanza piena di gente che abbiamo prenotato? Do buca, forfait, non ci sono. Io me ne vado. Ho un mese di tempo per imparare a guidare la moto. E anche per decidere chi buttare dalla torre tra la sciarpa di cachemire e la BB cream.

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