Brillante come un ramarro

Verde, azzurro, giallo sono solo alcune delle cromie di quest’agile rettile, dall’indole timida e che può essere considerato il re dei sauri europei

Di Chiara Piccaluga

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato a laRegione

È largamente diffuso nelle regioni a clima temperato di tutta l’Europa centro-meridionale. Il limite della sua presenza segue l’isoterma dei 18 °C di media in agosto e in Svizzera è presente solo nelle regioni più calde: Ticino, valli meridionali dei Grigioni, Vallese, Ginevra e Chablais vodese. A sud delle Alpi lo si può osservare, nelle vallate più calde, fino a 1’800 metri di altitudine. Predilige pendii soleggiati, con copertura vegetale fitta e cespugliosa, spesso in prossimità di fonti d’acqua, dove sono presenti mucchi di pietre o di tronchi, muretti a secco o declivi sassosi. È quindi osservabile nei prati incolti ai margini dei boschi, lungo le siepi che costeggiano canali d’irrigazione o strade campestri e nelle vicinanze di abitazioni rurali.

Una questione cromatica

Il ramarro è senz’altro il più elegante sauro europeo. Ha il corpo slanciato, simile a quello della lucertola, ma dalle dimensioni maggiori: può raggiungere i 36 cm di lunghezza nelle femmine e talora oltrepassare i 40 cm nei maschi, mentre il peso oscilla tra i 20 e i 45 grammi. Ha zampe robuste con cinque dita provviste di unghie, che gli consentono di arrampicarsi rapidamente su alberi o pietraie. Il maschio è riconoscibile dalla femmina in quanto è più robusto, la testa è più grossa, la coda più allargata alla base e ha una colorazione diversa: la livrea dorsale è verde smeraldo brillante, con puntini di color giallo limone e nero, il ventre è di un giallo vivace. Il colore delle femmine è più variabile e mimetico; alcune sono grigie con una punteggiatura nera, altre sono verdi, ma di tonalità meno vivace che nei maschi. Sul dorso sono quasi sempre presenti due linee longitudinali gialle chiare, spesso bordate di macchie nere, la parte ventrale è giallo pallido o verdastra. Durante la stagione degli amori la gola del maschio assume un colore azzurro cobalto; anche qualche femmina può presentare una gola azzurra, ma è sempre molto meno vistosa. I giovani di ambedue i sessi hanno nelle parti superiori del corpo una colorazione uniforme bruno-grigiastra, con una o due file di macchie bianco-giallastre, che scompaiono con la crescita, ma possono anche persistere nelle femmine adulte. Il ventre è bianco sporco. La coda dei ramarri, come quella delle altre lucertole, se spezzata si rigenera.


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‘Freddoloso’ e agilissimo

Il ramarro è un sauro principalmente diurno e i suoi ritmi d’attività sono strettamente legati alla temperatura ambientale. Durante i periodi più caldi è attivo il mattino, mentre nel pomeriggio se ne sta per lo più nascosto. Talvolta è possibile osservarlo anche dopo il tramonto, mentre si scalda sui sassi ancora tiepidi. La sua temperatura corporea ottimale si situa attorno ai 32-33 °C; la temperatura minima tollerata è di 15 °C. I ramarri passano i periodi più freddi dell’anno in letargo, verso la metà di ottobre le femmine raggiungono i rifugi invernali, seguite dai maschi e infine dai giovani. La vita latente termina all’incirca a metà marzo quando i maschi lasciano le tane, una quindicina di giorni più tardi escono le femmine. È un sauro molto rapido nei movimenti, agilissimo, ottimo corridore, nuotatore, saltatore e arrampicatore. Predilige muoversi al suolo, ma quando le condizioni termiche sono sfavorevoli può anche arrampicarsi sui rami più bassi di arbusti o di cespugli per favorire la termoregolazione. Svolge indistintamente una vita terricola o arboricola anche se il suo rifugio, un tronco marcio, una vecchia tana o un mucchio di foglie secche, si trova quasi sempre all’altezza del suolo. È un animale sedentario; i maschi sono territoriali e difendono superfici che oscillano tra i 200 e i 1’200 m2. È una preda difficilissima da catturare perché si sposta con eccezionale velocità su qualsiasi terreno, e riesce a infilarsi in fessure strettissime grazie all’elasticità del suo corpo. In caso di pericolo non esita a tuffarsi nell’acqua dove nuota con notevole agilità e se viene catturato diventa alquanto mordace. Numerosi sono i nemici naturali dei giovani ramarri; vengono predati soprattutto dagli uccelli rapaci di grande mole come il biancone, l’aquila reale e il gufo reale, o da serpenti come il colubro lacertino. In Ticino è soprattutto il biacco a cacciarlo attivamente mentre nelle zone abitate i nemici principali sono i gatti domestici. Predatori sono anche i roditori o i mustelidi, come le donnole, che saccheggiano i nidi mangiandone le uova. Come per molte specie va evidenziato che l’unico vero nemico sembra essere l’uomo che distrugge il suo habitat; inoltre il forte uso di pesticidi nell’agricoltura distrugge la fauna invertebrata fonte di cibo per il ramarro, che causa la sua scomparsa in molte zone. Può raggiungere un’età che varia dai 12 ai 15 anni.


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Rituali d’accoppiamento

Durante il periodo riproduttivo, da aprile a giugno, i maschi sono piuttosto aggressivi tra di loro, si inseguono rumorosamente nella vegetazione e si azzuffano violentemente, muso contro muso, sollevando da terra la parte anteriore del corpo. Il vincitore insegue lo sconfitto per diverse decine di metri, entrambi vanno poi alla ricerca delle femmine. I preliminari dell’accoppiamento sono ritualizzati: il maschio morde la femmina dapprima alla base della coda, poi sul fianco, e infine la feconda tenendola ferma con le zampe posteriori. Le femmine mostrano la loro sottomissione appiattendosi al suolo e sollevando alternativamente le zampe anteriori. Un maschio è in grado di fecondare più femmine, le quali possono accoppiarsi più volte prima di ogni ovulazione. Nel corso della stagione la femmina può deporre due volte, la prima verso la fine di maggio e la seconda un mese più tardi. Le uova, da 5 a 15 fino a un massimo di 23, vengono deposte in una buca poco profonda scavata in substrati soffici del terreno. La deposizione avviene la sera o nel corso della notte. Le uova, di colore biancastro, vengono abbandonate dalla femmina subito dopo la deposizione. I giovani ramarri nascono dopo tre mesi e sono lunghi 7-8 cm, coda compresa. Solo i più fortunati raggiungono la maturità sessuale dopo il secondo anno di età.


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La dieta equilibrata

La dieta del ramarro è molto varia. Le prede più comuni sono gli insetti come cavallette o coleotteri, ma si ciba anche di larve, bruchi, ragni e isopodi (arriva addirittura a mangiare molluschi dal guscio sottile). Capita che si nutra altresì di piccoli vertebrati come i neonati di lucertole, piccoli di roditori e uova di uccelli. I grossi adulti non esitano ad attaccare rane, piccoli topi, giovani serpenti e altre lucertole. La sua alimentazione è integrata da bacche e altri prodotti vegetali. È un animale che beve spesso e lo fa leccando le gocce di rugiada dalla vegetazione oppure recandosi alle fonti d’acqua nei periodi di siccità.

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