Arianna Tulipani e la sacrosanta difesa del ‘body positive’

“L’uomo è dove è il suo cuore, non dove è il suo corpo”. Così diceva Gandhi e personalmente lo declinerei pure al femminile. Lo sa bene Arianna

Di Natascia Bandecchi

Nata sotto il segno della vergine il 21 settembre di metà anni Novanta, lavora in uno studio medico e la sua passione più grande sono l’universo della bellezza e la moda oversize. Pratica yoga ed è sempre in movimento, Ettore, il suo cagnolino, è il suo “personal trainer” di fiducia. Da buona vergine le piace l’ordine, è molto precisa e meticolosa. Crede fortemente nella vita. Non sopporta le persone che vivono per “inerzia” e cerca sempre di cogliere la positività che si annida nelle piccole cose. Non ha avuto una vita semplice, ma dopo aver lavorato profondamente su di sé oggi si vuole bene, e crede che un messaggio d’amore per il proprio corpo e per sé stessi sia fondamentale. Viva il body positive e l’accettazione per sé stessi senza limiti.

“L’uomo è dove è il suo cuore, non dove è il suo corpo”. Così diceva Gandhi e personalmente lo declinerei pure al femminile. Lo sa bene Arianna, che sin da piccola si è sentita indifesa e fragile. “Mi vedo piccola ma già in carne, tendenzialmente incavolata per i giudizi che non mancavano di colpirmi. Il mio cuore era ovunque, il mio corpo era con me, ma di fondo ero ammantata da infinita malinconia”. La società, questa entità astratta fatta di persone, può essere profondamente insensibile, anche verso i bambini che non ottemperano a un certo “standard”, che si tratti di qualche chilo in più o in meno, di occhiali, provenienza geografica o qualsiasi apparente inestetismo (visibile o no). “Quando ero piccola ero consapevole di essere cicciotta. Quello che mi destabilizzava erano le parole che venivano usate per il mio aspetto. Non mi sono mai sentita diversa da un’altra persona. Certo, mi guardavo allo specchio e non ero come un “prototipo” di altri bambini. Ero già diversa ma non mi sono mai sentita tale, come un tempo anche oggi per me è normale essere come sono’’.

Sguardi indiscreti

Amor proprio e autostima – soprattutto quando si è femmina – non sono scontati da sentire. Arianna sin da piccola si è imbattuta in sguardi indiscreti che la facevano sentire inadeguata. Oggi è una donna luminosa, il suo sguardo acceso e la sua vitalità sprizzano da tutti i pori. “La bellezza che intravedevo nel mio viso era la stessa che vedevo sul mio corpo, ma tante volte le persone come me si sentono dire: ‘Hai un bel viso…’ come se il corpo facesse schifo”. Arianna ha iniziato a prendersi cura di sé in maniera totale con l’aiuto del trucco. Da un po’ di tempo è molto più importante quello che pensa di sé stessa, rispetto al pensiero degli altri. “Da allora sentirmi dire che ho un bel viso non mi ha mai più toccata come prima. Il sentirmi a mio agio con me stessa trapelava anche fuori e le persone che incontravo non mi scrutavano più partendo dal mio corpo, ma notando una nuova armonia”.

Body positive

Fat front è un documentario presentato al Film Festival Diritti Umani Lugano l’anno scorso. È la storia di ragazze scandinave che non accettano più di vergognarsi del loro aspetto e incontrano il movimento body positive mostrandosi sui social. Decidono di definirsi grasse con orgoglio e di pretendere rispetto. Secondo Arianna Tulipani i social possono essere un’arma a doppio taglio perché ti portano a mostrare una perfezione che di base non esiste. “Il messaggio che cerco di veicolare attraverso la mia pagina su Instagram (aaaa.rianna) è quello di apprezzare il proprio corpo. Non mi nascondo mai e mi mostro dalla testa ai piedi. Non si è giusti o sbagliati ed ognuno è quello che è, punto! Ogni tanto mi chiedono come faccio. La risposta è davvero semplice: amor proprio e lavoro su di sé per scoprire chi si è”. Arianna non cambierebbe nulla del suo aspetto, tutto è sensato e non si vorrebbe differente.

Dieta

La curiosità è sempre stato uno strumento prezioso per Arianna. Sin da piccola infatti non si è mai fermata alle apparenze e ha cercato quell’oltre che spesso rimane un po’ inesplorato. “Mi sono spesso spinta oltre i limiti che mi sono stati imposti ed è proprio lì che ho avuto la possibilità di conoscermi e di evolvere”.

Anche io, come Arianna, ero una bimba robusta. I miei per consolarmi mi dicevano che avevo le ossa grosse, e per questo pesavo un po’ di più degli altri bambini. Le diete a cui ho ricorso sono infinite: a punti, senza carboidrati, con i succhi, digiuno alternato e così via. Anche Arianna ne sa qualcosa: “Ho sempre fatto diete molto drastiche. Più dimagrivo e più mi rendevo conto che perdevo chi ero. A un certo punto mi sono resa conto che non sorridevo più e lì ho capito che non c’era dieta che tenesse e che era più importante il mio benessere oltre le lancette della bilancia”.

Confini

Prima di salutarci dopo aver bevuto un caffè e mangiato una brioche alla crema chiedo ad Arianna cosa vorrebbe dire a tutte quelle donne che hanno un rapporto un po’ conflittuale con il loro corpo: “Siete tutte bellissime a prescindere dal chilo in più, dalla smagliatura o dalla cellulite, perché oltre l’aspetto fisico c’è quello che si è dentro. Mettersi a nudo davanti allo specchio ed apprezzarsi è un atto d’amore pazzesco. Tutti abbiamo degli inestetismi. Non dobbiamo più permettere a certi confini dettati da cliché di ingabbiarci e di non farci sentire libere”.

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