Antonella Volonterio, serendipità tra gli scaffali

La Libreria del Tempo di Savosa esiste e resiste: “capita che il libro vada dal cliente quasi per magia”

Di laRegione

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, disponibile anche nelle cassette di 20 Minuti per tutto il fine settimana.

Una libreria oggi – quelle piccole intendo, dove il libraio ha tempo da dedicarti e non devi scavalcare le montagne di ultime novità, offerte della settimana, cd, vinili, agende ecc. – è un piccolo tesoro nascosto, un luogo in cui spazio e tempo si dissolvono e il profumo di sapere impresso su carta avvolge le storie che la abitano.
Non potevo che incontrare Antonella nella sua Libreria del Tempo a Savosa. Non siamo sole, a farci compagnia centinaia di libri, spettatori silenziosi della nostra chiacchierata. «Trovo che una delle caratteristiche di una libreria ‘alla vecchia maniera’ sia il fatto di sentirsi accolti e riconosciuti, soprattutto dal momento in cui il cliente diventa seriale. Più il tempo passa e più si crea fiducia tra libraio e cacciatore di libri. Non esiste più quell’imbarazzo del tipo ‘come faccio a spiegarle cosa vorrei?». Antonella, negli anni, ha sempre cercato di avvicinare anche le persone più timide, quelle che magari nutrivano una sorta di timore reverenziale verso il suo negozio e il suo mestiere.

Pericolo di estinzione… ma forse no

Acquisti online con un clic, e-book, poco tempo, e le sorti di una libreria possono essere a rischio… ma è veramente così? «È fondamentale dimostrare che in libreria si fa della vera cultura. Coloro che comprano i libri su internet hanno un’idea ben precisa di cosa vogliono, e di solito sono persone piuttosto colte e informate quindi, per loro, i siti per comprare online sono straordinari. Ma l’accesso alla cultura si attiva unicamente attraverso le persone. Un computer non potrà mai darti un’informazione veritiera». Un libraio ad hoc si riconosce abbastanza facilmente per delle doti inconfondibili: confidenza, fiducia e ascolto. «Non è vero che bisogna entrare in una libreria sapendo già quello che si desidera, che il libraio cercherà di infinocchiarci con qualcosa che non sta vendendo o chissà quale altra stramberia. I libri sugli scaffali sono sempre scelti accuratamente, nulla è a caso. Basti pensare che di norma un libraio esclude l’80% di quello che esce sul mercato e il restante 20% viene selezionato con profonda attenzione. Il risultato è: avere delle perle preziose sugli scaffali».
Antonella maneggia libri per professione da 25 anni, si illumina quando parla del suo mestiere che riassume in una parola: abnegazione. «Dopo tutti questi anni sono rimaste l’essenza della curiosità e la soddisfazione riflesse negli occhi di chi hai reso felice grazie al semplice ascolto. Quando il feedback del cliente è positivo non può che generarsi un invisibile meccanismo virtuoso». Tanti sono i momenti di condivisione che sbocciano quando si lavora a contatto con la gente, addirittura emozionanti. «Succede almeno una volta al giorno, perché le persone in libreria si lasciano andare. C’è dell’incredibile, ma capita che il libro vada dal cliente quasi per magia, come se esistesse una sorta di serendipità». Rincuorante sapere che esista ancora uno spiraglio in cui lo stupore possa nascere, vero?
La Libreria del Tempo, oltre a vendere volumi nuovi, ha tra le sue caratteristiche quella di offrire libri usati «di qualità», come piace dire ad Antonella. «Vista l’interazione che avviene tra persone all’interno del negozio ci piace rimanere in quest’energia e creare mostre d’arte (da scrittori a illustratori) e incontri sulla scrittura autobiografica».

Quel foulard svolazzante

Nell’album dei ricordi di momenti indelebili c’è quello con l’indimenticato Bruno Ganz: «Lo ricordo arrivare in bicicletta, inconfondibile il suo foulard svolazzante e quel modo elegante di inforcare la due ruote. Cercava un libro per bambini, il suo sguardo parlava, capivi che si stava immaginando le storie raccontate una per una. Siamo stati insieme quindici minuti, il tempo sufficiente per scegliere insieme il libro perfetto. Non volevo essere invadente e non gli dissi che sapevo chi lui fosse. Mi sono sempre pentita per non avergli dato un segno di riconoscimento». Antonella ricorda con un sorriso questo incontro e l’importante insegnamento che le ha dato: mai avere paura di fare una figuraccia.
Chiedere a un libraio qual è il suo libro preferito è un po’ come chiedere a un viaggiatore qual è stata la sua meta del cuore, ma sono temeraria e metto Antonella in difficoltà (apparente). «Un libro che mi ha cambiato la vita è stato La conquista della felicità di Bertrand Russell. Avevo 20 anni, ero a Grado in vacanza e capitai davanti a un’edicola, il libro era lì: brutto e ingiallito dal sole. Fu amore a prima vista. Un saggio sul buon vivere che metteva l’accento sulla responsabilità che si doveva prendere nei confronti della vita: semplice e magnifico. Mi ha fatto comprendere che il pensiero filosofico è una sorta di giubbotto di salvataggio dai flutti della banalità».

IL PERSONAGGIO

Antonella Volonterio è nata a Milano 63 anni fa. È felicemente sposata. La curiosità e la ricerca perenne sono due fattori che muovono la sua esistenza. Ha ricevuto un’educazione un po’ strampalata – a detta sua – basata sui libri e sull’autodeterminazione. Immersa in questa specie di atmosfera rivoluzionaria è sempre riuscita a trovare un buon equilibrio, soprattutto grazie all’arte del leggere e a una cultura anarchica priva di condizioni e censure. 

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