Mangiare fuori. Da ogni campo

Come spesso accade nella vita, basta aspettare. Aspettare che il vino faccia effetto, che la carne arrivi in tavola, che i bambini mangino con le mani. Basta aspettare…

Di Laura (la Ficcanaso)

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato a laRegione.

Il tempo di distrarsi un attimo: ci stavamo ancora lamentando che non si può fare niente e questa vita si sta portando via tutte le gioie, che tocca iniziare a lamentarsi che non si trova più posto nei ristoranti. Il picnic è una soluzione che non possiamo prendere in considerazione: l’uomo di casa non si siede mai sull’erba e all’ultimo compleanno di qualche figlia al parco in cui dovevamo atteggiarci da famiglia felice, preferiva gonfiare i palloncini che sedersi sulla coperta nel prato e conversare con gli invitati adulti.
Grigliare è cosa che non sappiamo fare e per la quale accampiamo sempre la solita scusa: casa piccola, vite cittadine, inettitudine al lavoro manuale, professioni invadenti. Il risultato è che siamo invitati da spettatori alle griglie altrui o, più frequentemente, nei ristoranti in cui noi ci sediamo comodi con i sandali aperti che non osiamo indossare in città e qualcuno si immola alla griglia al posto nostro. L’odore delle costine è la cosa più vicina al paradiso che conosciamo e non solo per via della buona predisposizione d’animo che un ottimo Merlot nella tazza può garantire. Le bambine sanno che devono chiedere il permesso per utilizzare le forchette e l’igienizzante, da mesi inquilino sgradito delle nostre borse, sembra appartenere a un altro mondo.
La cosa migliore che può capitarti – specie in età adulta – è di essere invitato in un posto in cima a qualche montagna, in una capanna su in un alpe e rendersi conto, una volta su, che non c’è campo per il telefono. Bisogna solo aspettare che lo spirito del luogo faccia effetto e passi quella prima mezz’ora in cui si finge di dover andare in bagno per provare se miracolosamente, in qualche anfratto, c’è campo, non dico per un traffico dati, ma almeno telefonico. Quando qualcuno ti sgama in quella che è l’attività tipica dell’imbruttito massimo, sorridi: “Sai, aspetto una telefonata importante. Averlo saputo, avrei avvisato”.
Come spesso accade nella vita, basta aspettare. Aspettare che il vino faccia effetto, che la carne arrivi in tavola, che i bambini mangino le salsicce con le mani senza bisogno che un adulto si alzi per tagliare alcunché. Basta aspettare. E ringraziare il cielo di essere in posti sperduti e intaggabili. Dove le foto ai piatti sono vietate. Perché le mani si usano per mangiare. 

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