Sul lago di Costanza in bicicletta

Un vero e proprio paradiso per i ciclisti, così sono le sue sponde: una rete ciclabile di 260 chilometri circa fra Svizzera, Austria e Germania…

Di Elda Pianezzi

Un vero e proprio paradiso per i ciclisti, così sono le sponde del lago di Costanza, cinte da una rete ciclabile di 260 chilometri circa fra Svizzera, Austria e Germania… E alla spicciolata, ripercorriamo alcune tappe suggerendovi alcuni ‘coup de coeur’, dalle palafitte di Meersburg al Museo dedicato al creatore degli Zeppelin.

La prima lezione che si impara è: le rive del lago di Costanza sono il paradiso dei ciclisti. La seconda: però, non scherzano questi tedeschi con le piste ciclabili… La terza? Attenzione alla velocità! Certo, perché avere vie ciclabili separate dal resto del traffico e indicate in modo magistrale vuol dire trasformare i ciclisti in professionisti della pedalata e i professionisti possono diventare un po’ intransigenti, magari calcare un tantino sui pedali.

Detto ciò: le vibrazioni che si provano davanti al lago di Costanza, sotto un cielo terso, sono quelle giuste. Per arrivare da Costanza al traghetto che fa la spola con Meersburg ci vogliono solo quindici minuti circa. La procedura per imbarcarsi è snella e veloce. Durante la traversata si capisce perché il lago di Costanza, il terzo più grande d’Europa, venga affettuosamente chiamato anche “Mare Svevo”: per l’impressione di vastità marina che, con la luce e le condizioni meteo giuste, sa dare; proprio come avviene quando la linea delle colline sparisce nella foschia dando l’impressione di un’infinita vastità acquatica.

La pista ciclabile che corre per circa 260 km lungo le sponde è nata nel 1983 e, tra Germania, Svizzera e Austria, è suddivisa in 8 tappe. Chi non vuole percorrerle tutte può far trasportare la bici su treni, bus, traghetti e battelli. L’ufficio del turismo offre la possibilità di acquistare la Bodensee Card PLUS che, tra gli altri vantaggi, consente l’ingresso a oltre 160 attrazioni comprendendo anche alcuni battelli.

Tappe per tutti i gusti, iniziamo dalle palafitte

Fra le tappe fondamentali – oltre a Costanza stessa, con la sua cattedrale e il suo centro storico, dove nel 1414-1418 si tenne il famoso concilio – in Germania figurano l’isola di Mainau, che accoglie un ricco parco botanico e un’enorme casa delle farfalle, l’importante santuario mariano di Birnau in stile rococò, la città insulare di Lindau, il centro storico di Meersburg e le palafitte di Unteruhldingen; in Svizzera merita una visita la riserva naturale del Delta del Reno, in Austria la città di Bregenz.


© Elda Pianezzi
Museo delle palafitte

Da Meersburg il museo delle palafitte si raggiunge in 15-20 minuti di tranquilla pedalata. Fondato nel 1922, sorge a 500 metri dal luogo di ritrovamento originario delle palafitte, che dal 2011 è patrimonio mondiale dell’Unesco. La visita inizia nella sala dei reperti e continua con lo show multimediale ARCHAEORAMA, un cinema panoramico a 360 gradi che simula un’immersione subacquea tra i resti sommersi dei pali. Da lì si accede all’area esterna, dove si trova la ricostruzione di 23 palafitte di diverse epoche, dal Neolitico all’Età del bronzo.


© Elda Pianezzi
Museo delle palafitte

Camminando sulle assi di legno sospese sull’acqua, si ha un’idea concreta e quasi fisica delle condizioni di vita dei loro abitanti. Per ogni palafitta servivano circa 120 alberi. Trasformati in pali, venivano conficcati nel fondale lacustre fino a due metri di profondità. Le pareti erano realizzate intrecciando rami di salice, poi intonacate con argilla per garantire stabilità e isolamento, mentre il tetto era coperto di canne palustri, paglia o corteccia. Villaggi simili, che a noi possono apparire primitivi, in realtà erano insediamenti importanti, integrati in una rete di comunicazione che univa tutta l’Europa. Dentro le palafitte il personale, molto cordiale, fornisce cenni sull’alimentazione e mostra come gli oggetti quotidiani venivano fabbricati e usati.


© Elda Pianezzi
A Meersburg, traghetto

Due Castelli e il vino

Ritornando nella cittadina di Meersburg ci si tuffa in un passato più vicino, ma non meno appassionante. Qui, oltre al centro storico con le pittoresche case a graticcio, i visitatori trovano diverse attrazioni: il museo dedicato alla cultura del vino, per esempio, oppure i due castelli che dominano il borgo. Arroccato a strapiombo sul lago, il Castello Vecchio è considerato il più antico ancora abitato in Germania. Per oltre cinque secoli, dal 1211, fu residenza dei vescovi-principi di Costanza. Mai espugnato né distrutto, conserva intatti oltre 30 ambienti visitabili e offre momenti di rievocazione storica con figuranti in costume.


© Elda Pianezzi
Il Castello Vecchio a Meersburg

Il Castello Nuovo, la cui costruzione iniziò nel 1710 per volere del vescovo-principe Johann Franz von Stauffenberg, rappresenta invece il volto barocco di Meersburg. All’entrata il monumentale scalone d’onore toglie il fiato: una doppia scalinata bianca arricchita da un grandioso affresco a soffitto dipinto nel 1761 da Giuseppe Appiani, raffigurante la glorificazione del vescovo-principe.


© Elda Pianezzi
Il Castello Nuovo

Gli Zeppelin

Da Meersburg si procede per Friedrichshafen, distante circa 19 km. Il percorso si snoda dapprima tra i vigneti e il lago, per poi attraversare piccoli centri fino a Friedrichshafen, la seconda città del lago, legata a doppio filo alla storia dell’aviazione: qui il conte Ferdinand von Zeppelin costruì i suoi primi dirigibili. Il museo a lui dedicato, ospitato nell’edificio Bauhaus dell’ex stazione portuale, custodisce la più grande collezione al mondo sulla storia della navigazione aerea e permette di camminare all’interno di una ricostruzione dell’LZ 129 Hindenburg.


© Elda Pianezzi
Museo dei dirigibili

Da Friedrichshafen con un altro traghetto si raggiunge in tre quarti d’ora il porto di Romanshorn, nel Canton Turgovia, il più grande di tutto il lago. La cittadina vanta un bel parco lungo la riva, punto di partenza della ciclabile che riporta a Kreuzlingen/Costanza. Immerso nella fiorita campagna turgoviese, il percorso offre deliziosi panorami sul lago. L’unica mancanza? I praticissimi anche se un po’ pedanti cartelli tedeschi.


© Elda Pianezzi
La pista ciclabile

Unito a un pernottamento a Costanza, questo tour è fattibile in una giornata partendo presto. Il lago nasconde però tanti altri segreti e delizie, pronti ad aspettare i visitatori curiosi.

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