Giordano Biscozzo, il chirurgo estetico delle automobili

Lo abbiamo incontrato nel suo atelier di Quartino per farci raccontare che cosa sia il car detailing

Di Moreno Invernizzi

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato a laRegione.

La vita, si sa, non di rado, presenta delle sorprese: e così da tecnico frigorista, Giordano Biscozzo è diventato ‘un chirurgo estetico’ per auto d’epoca, veri e propri gioielli meccanici dalla storia quasi mitica. Sebbene sotto i suoi ‘ferri’ passino modelli dal valore inestimabile, Giordano con freddezza chirurgica e purismo opera per riportarli allo splendore originario, senza battere ciglio e farsi travolgere dal timore. Lo abbiamo incontrato nel suo atelier di Quartino, specializzato nel car detailing, ovvero il processo meticoloso e professionale di pulizia, restauro e protezione profonda di un’automobile.

Il tempo è galantuomo. Un luogo comune, che i più attribuiscono allo scrittore e filosofo francese Voltaire, vero però fino a un certo, perché tutti, chi più chi meno, pagano dazio a Chronos, il dio del tempo. Persone, con qualche ruga qua o qualche acciacco là, o oggetti, con i segni dell’usura e il loro logorio. Per contrastare la perpetua marcia delle lancette si fa allora ricorso agli specialisti: gli esperti nel campo dell’estetica per le prime, restauratori per i secondi. Uno di questi è Giordano Biscozzo, specialista nel restauro conservativo in particolare di vetture. Ma non solo, come vedremo più avanti.

In un tempo sospeso

Entrare nel suo ‘atelier’ è come entrare in un luogo sospeso nel tempo. Quando ne abbiamo varcato l’uscio per incontrarlo, accanto all’ultimo modello di una Ferrari appena uscita dalla fabbrica, fa bella mostra di sé la livrea arancione di una Porsche d’antan (del 1973: praticamente una ringiovanita ultracinquantenne!) tirata a lustro come se fosse pure lei appena stata sfornata dalle linee di produzione, in barba alli anni abbondanti che si porta sulle… spalle. Poco più in là, c’è un altro bolide, dal prezzo di diverse decine di migliaia di franchi, ‘sventrato’ del suo interno che attende di essere ‘curato’ dalla capace mano di Giordano, il primo in Ticino e a tutt’oggi uno dei pochi specializzatisi nel car detailing, perché così si chiama la sua professione.

Classe 1991, Giordano Biscozzo non nasce però specialista in questo campo. «Alle spalle ho una dozzina d’anni di lavoro come tecnico frigorista. Montavo, smontavo e riparavo anche cucine industriali, dai frigoriferi alle lavastoviglie, passando per i vari forni per le pizze, le impastatrici, le celle frigorifere e quant’altro. Questo mi ha dato una certa dimestichezza con i lavori di manualità, che poi mi tornava utile per i miei hobby». Già, perché quello di mettere le mani nell’abitacolo di una macchina per lui è stato prima di tutto un dopolavoro, quasi come un gioco. «La passione per i motori, e in particolare per le vetture, me la porto dietro fin da quando ero bambino. Col tempo, poi, ho iniziato a scoprire il mondo del car detailing e del restauro conservativo, e mi si è spalancato un universo.

Il tema mi appassionava e perciò ho cercato di documentarmi il più possibile seguendo i vari forum e i siti specializzati in Facebook e in internet in generale, dato che a quei tempi, sul finire degli anni Duemila, in Svizzera questa era un’attività quasi sconosciuta. Dopo una fase di piccole sperimentazioni, ho cominciato a ricevere sempre più richieste da parte di persone che volevano affidare alle mie cure i loro gioiellini a quattro ruote». Così, nel 2017 decide di fare il grande passo per tentare l’avventura nel lifting delle vetture: «Individuata la sede perfetta, mi sono messo all’opera per arredarla secondo le mie esigenze. Il grosso dei lavori all’interno dell’officina l’ho fatto io, forte di quella manualità acquisita come tecnico frigorista».


© Giordano Biscozzo

Gioielli fra le mani

Una dopo l’altra, di vetture in quell’officina ne sono arrivate parecchie. Di un certo valore affettivo, ma anche commerciale. La più costosa che ha varcato l’uscio? «Una Porsche 911 Carrera dal valore stimato in un milione e seicentomila franchi. Uno dei 200 modelli RS Light del 1973 prodotti dalla casa automobilistica di Stoccarda che hanno fatto la storia dei rally e per questo un autentico pezzo da collezione». Nelle sue mani sono passati diversi pezzi pregiati: «Ho lavorato su tre Bugatti: una Veyron e due Chiron. Vetture che ai tempi della produzione avevano un costo di 1,1 milioni più tasse la prima e 2,4 milioni più tasse le seconde. Grazie a un amico, questo lavoro è stato svolto direttamente nella sede operativa di Bugatti a Molsheim, in Francia. Per un’azienda come la mia, con pochi anni di operatività, questo è un enorme traguardo!». Di che far tremare la mano quando si armeggia con cacciavite e quant’altro. Non però quella bella ferma di Giordano Biscozzo: «Se lavori con la paura di combinare un pasticcio o, peggio, un danno, meglio lasciar perdere. Rischi solo di farti condizionare e di farti suggestionare, e questo porta a creare tutte quelle nefaste premesse affinché il casino si verifichi per davvero! No, con la pratica ho imparato a lavorare senza preoccupazioni e in tutta tranquillità. Cercando di non mettermi soggezione anche se sotto i miei ‘ferri’ in quel momento c’è una vettura il cui valore è superiore ai… sei zeri».

Chi si affida alle mani di un esperto in car detailing? «Beh, chiunque abbia a cuore la cura della propria auto e desidera riportarla allo splendore originale o preservarlo nel tempo». Non mancano le ‘chicche’ su cui Giordano ha messo mano. «Ogni auto ha la sua storia, che merita di essere raccontata e, nel limite del possibile, preservata al suo stato originale. Ecco, a me piace pensare che il car detailing serva appunto a questo scopo. Ricreando la verniciatura là dove necessario quando si parla di carrozzeria o, ancora, ridando forma, imbottitura e lustro agli interni in pelle segnati (anche profondamente) dal tempo e dall’usura. La vettura più vecchia su cui abbia mai lavorato qui nella mia officina di Quartino è stata una risalente agli anni Quaranta. Il primo proprietario è stato il signor Knie, quello del Circo. Quando è venuto a mancare, i suoi figli l’hanno venduta e il suo acquirente me l’ha portata affinché procedessi con il suo restauro conservativo».


© Giordano Biscozzo

Un ‘paziente’… insolito

Quattro ruote, ma non solo… La richiesta forse più bizzarra, però, gli è capitata quando si è trovato a metter mano nientemeno che a un elicottero: «Tutto è nato quasi per scherzo dalla proposta di un mio collaboratore, che stava rifacendo gli interni di un Agusta AW139, il modello ‘presidenziale’ Vip per il trasporto di persone. Pur non avendo mai avuto sotto le mie cure un elicottero, il tipo di trattamenti è lo stesso che si applica a una macchina, per cui bene o male sapevo che era nelle mie corde. È stato un lavoro impegnativo e pure lungo, completato a tappe (già solo la rimessa a nuovo degli interni ha richiesto una cinquantina di ore di lavoro, poi un’altra settimana l’ha occupata il restauro della ‘carrozzeria’), ma quando ho visto uscire l’elicottero, finito e rimesso a nuovo, dall’hangar (ovviamente in quel caso ho dovuto lavorare… fuori sede), mi sono emozionato».


© Giordano Biscozzo

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