Frittelle e vino per una canzone d’amore

Andiamo a Zugo, dove la prima domenica di Quaresima si svolge il Chrööpfelimee: gruppi di canterini vanno per le vie della città cantando agli innamorati

Di Clara Storti

Il nostro è un Paese ricco di pratiche sociali e culturali catalogate nella lista Lebendige Traditionen Schweiz che ne conta 228, almeno fino al 2023. Con questa pagina andiamo a Zugo, dove la prima domenica di Quaresima (fra una settimana) gruppi di canterini vanno per le vie della città cantando alle coppie innamorate.

No mee Chrööpfeli! L’esortazione che chiede a gran voce più frittelle è rivolta da un gruppo di cantori ad alcune finestre nelle vie della città di Zugo, come ricompensa per aver intonato canzoni amorose rivolte a coppie di fidanzati o novelli sposi. Chrööpfelimee – così si chiama la consuetudine zughese – si svolge ogni prima domenica di Quaresima (quest’anno il 22 febbraio) e ha radici lontane nel tempo, con una codificazione peculiare.

Quella del Chrööpfelimee è una delle oltre 220 pratiche sociali e culturali ascritte alla lista Tradizioni viventi in Svizzera che fa capo all’Ufficio federale della cultura – si curiosi nel sito lebendige-traditionen.ch – e che, dal 2012, si propone di salvaguardare (ma anche promuovere e valorizzare) il patrimonio culturale e sociale immateriale del nostro Paese, dopo l’adesione alla Convenzione Unesco, nel 2008.

Frittelle e vino, a più non posso

Beh, è vero, potevamo concentrarci sulla tradizione tipica di febbraio: il Carnevale, avendone di celebri e storici qui nella Svizzera italiana che si svolgono in questo periodo. Ma spinti da un moto sentimentale, abbiamo deciso di andare oltre il San Gottardo e soffermarci sull’usanza della serenata romantica. In passato, gruppi di amici si cimentavano in queste cantate per le vie della città di Zugo, dal crepuscolo in avanti, con lo scopo di consolidare gli amori nati durante i festeggiamenti di Carnevale (un legame con questa festa c’è). Terminato di cantare venivano ricompensati con frittelle e vino messi in una cesta poi calata dalle finestre con una corda. Questo in soldoni, tuttavia scavando un po’ si scopre che il rituale racconta qualcosa della società, non solo zughese.


Keystone/Alexandra Wey
La cesta con frittelle e vino, calata dalle finestre

“La scelta del partner di vita – si legge in un articolo tratto dal sito summenzionato – era soggetta, per gran parte della popolazione della Svizzera centrale, a convenzioni sociali piuttosto rigide fino almeno agli anni Cinquanta del Novecento”. In quel frangente, garanti di quelle convenzioni sociali erano soprattutto i genitori che avevano il potere di legittimare o meno una relazione: vaglio cui erano costretti figli e figlie (a meno di non ribellarsi). In aggiunta, le occasioni di incontro negli spazi pubblici per giovani donne e uomini non erano molte e fra queste c’erano i balli di Carnevale dove si consolidavano simpatie e relazioni già avviate, oppure dove era possibile fare conoscenza. Nella prima domenica dopo quei festeggiamenti si teneva allora la cosiddetta Herrenfasnacht, rituale di corteggiamento durante il quale “un giovane, le cui avances erano state ricambiate durante i balli carnevaleschi, riceveva un invito al pranzo domenicale presso la famiglia della ragazza, dove veniva rifocillato con frittelle e vino. Quando gli amici del giovane ne venivano a conoscenza (…), si riunivano davanti alla finestra della ragazza ed eseguivano vari canti scherzosi” per poi chiedere a gran voce dolci e vino come ricompensa (no mee Chrööpfeli).

Con ogni probabilità, dice ancora l’articolo, i presupposti formali del Chrööpfelimee sono stati posti nel XVIII secolo, ma la prima menzione scritta risale al 1847, cui seguirà, decenni più tardi, una descrizione dettagliata nel Calendario di Zugo (1886), che dà da pensare che l’usanza “fosse una presenza fissa nel calendario delle tradizioni cittadine” dalla seconda metà del XIX secolo.


Keystone/Alexandra Wey

Trasformazioni e adattamenti inevitabili

Così come si trasformano società e vita urbana (con “industrializzazione, mobilità e crescita demografica”), col passare degli anni, l’usanza subisce inevitabilmente delle trasformazioni fino ai primi cenni di declino nei primi decenni del secolo scorso, tanto che nel dopoguerra sembrava destinata a scomparire. Ciò non si è verificato grazie al gruppo folcloristico di Zugo, fondato nel 1930, che si è assunto “il ruolo di organizzatore con l’intento di preservare la tradizione, dando nuovo impulso all’evento”: il passaggio (e quindi l’istituzionalizzazione) da un’attività spontanea di gruppi di amici a un’associazione ha determinato anche un cambiamento di funzione (con relativa estetizzazione, a partire dal repertorio canoro): “Il motivo originario, ossia salutare l’uscita di un amico dalla vita da scapolo, lasciò il posto all’intento di creare una serata invernale suggestiva per tutti i partecipanti”.

Quasi una ventina di anni fa, la responsabilità dell’evento è quindi passata nelle mani della Corporazione dei sarti, cardatori e artigiani zughese, al cui interno esiste la carica di Chrööpfelimee Meister che coordina le iscrizioni delle coppie e i percorsi dei gruppi canori, di cui fanno parte cori affermati (Ten Sing Baar, Xsang, Gruppo folcloristico della città di Zugo eccetera) e insiemi creati ad hoc, alcuni dei quali partecipano alla manifestazione da anni. Immancabilmente, anche il repertorio musicale è cambiato nel corso del tempo: “Accanto al nucleo di canti del Chrööpfelimee nati nel dopoguerra (…), si ascoltano sempre più spesso anche canzoni pop romantiche (…). Elemento centrale e momento culminante del rituale è la ricompensa dei cantori con frittelle e vino. Nella maggior parte dei casi essa viene attivata dall’intonazione del canto del Chrööpfelimee, composto nel 1986 dagli insegnanti di musica di Zugo Armin Kneubühler e Christof Buri”.

A tutto questo va aggiunto che “il mutato valore sociale del matrimonio (…) si è riflesso negli anni 2010 nella crescente difficoltà di trovare un numero sufficiente di coppie appena sposate per lo svolgimento del rituale. Per questo motivo, nel 2017, la corporazione ha ampliato la cerchia dei destinatari includendo coppie appena innamorate e coniugi che stanno insieme da più tempo e che possono eventualmente abbinare il Chrööpfelimee a un anniversario di matrimonio”.


Keystone/Alexandra Wey

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