Il Nuovo Ticino7. Settimanale della Svizzera italiana.

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di Paride Pelli

Terra d’artisti

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Edizione Nr. 39 29 settembre 2017

«Ticino, terra d’artisti» è un fortunato slogan e un bel manifesto realizzato nel 1984 da Orio Galli, sullo sfondo di un affresco quattrocentesco della chiesa di Santo Stefano di Miglieglia e della casa rotonda di Stabio, opera di Mario Botta. Una campagna realizzata con l’obiettivo di rappresentare in modo diverso l’offerta turistica di allora. Non più solo paesaggi bucolici, clima mite e folclore simboleggiato da mandolino e boccalino, ma anche ricchezza culturale e, appunto, forza artistica. Uno slogan valido ancora oggi, dopo che il nostro panorama si è impreziosito di nuova qualità creativa, come quella della Compagnia Finzi Pasca, attualmente uno dei fiori all’occhiello di questo «movimento».
E se a volte il Ticino fatica a riconoscere le proprie eccellenze, costrette a emigrare per trovare terreno fertile e consenso (ma tutto il mondo è paese), Daniele Finzi Pasca è riuscito a mettere (quasi) tutti d’accordo, tornando a Lugano per mietere subito successi, di critica e di pubblico. L’ultima dimostrazione è l’ottima prevendita fatta registrare per la «trilogia della fragilità» al LAC, in particolare per l’emozionante Icaro, la pièce che Daniele, il 15 ottobre, riporterà in scena per la prima volta dopo la scomparsa dell’adorata moglie Julie. Un tutto esaurito dai mille significati.

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