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di Fabio Martini

Prigioni a vento?

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Edizione Nr. 30 28 luglio 2017

La vacanza in barca a vela è un’esperienza che nella vita vale certamente la pena fare e non di rado ripetere. Il Mediterraneo offre del resto una miriade di possibilità sia in termini di luoghi sia per quanto concerne l’offerta di barche con skipper incluso. Ma a frenare la maggior parte di noi è il rischio di incontrare a bordo persone che non ci vanno a genio e con cui si è inevitabilmente costretti a condividere cabina, cibo, bagno e lavoretti vari per un po’ di giorni. Tutto sommato un bel deterrente. Ma anche una sfida non da poco che forse vale la pena prendere in considerazione. Del resto il mare semplifica tutto: la dieta è essenziale, il guardaroba è ridotto, si va a dormire al calar del sole e ci si sveglia alle prime luci. Il tempo, i calendari, i numeri che scandivano le nostre giornate scompaiono e si è costretti a perfezionare non solo l’arte di starsene seduti tranquilli a leggere un libro, ma soprattutto quella di accettare gli altri, anche quando non rientrano esattamente nelle nostre «corde». Del resto si va in barca per riposare, per staccare con la vita di città, per conoscere gente nuova e visitare luoghi incantevoli. Per vivere con altri ritmi, senza stress e pretese. Meglio dunque dotarsi di un sorriso e di un po’ di pazienza: di solito si è ampiamente ripagati.

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