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di Giancarlo Fornasier

Paradisi di plastica

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Edizione Nr. 21 26 maggio 2017

Con le vacanze estive alle porte, perché non trascorrere dieci giorni su un’isola sperduta, lontano da tutti e da tutto, inquinamento compreso? Ottima idea, ma dalle vostre mete stralciate pure la Henderson Island, paradiso disabitato già patrimonio Unesco che si trova tra le Fiji, l’Isola di Pasqua e le Galapagos. Le immagini delle sue spiagge diffuse la scorsa settimana non lasciano dubbi sugli effetti che comportamenti sconsiderati e stili di vita «usa e getta» hanno sul nostro pianeta: il 99,8% dei 38 km2 dell’isola sono coperti di plastiche varie (dai tappi di bottiglia alle bambole) che, grazie alle correnti oceaniche che giungono dal Sudamerica, si depositano sulle sue coste.
Nell’era della globalizzazione, anche i rifiuti sono in grado di muoversi tra i quattro angoli del globo, una migrazione che ha sorpreso gli stessi ricercatori recatisi sulla Henderson.
Dove, a questo punto, varrebbe la pena costruire una piccola colonia permanente di una decina di persone, che i rifiuti potrebbe raccogliergli evitando tragedie ambientali ancora maggiori. Sarebbe forse il primo caso in cui la presenza dell’uomo viene in aiuto all’intero ecosistema. In attesa che il «bruco mangiaplastica» scoperto dalla ricercatrice Federica Bertocchini si metta all’opera. Che dite, sarà una larva a salvare il pianeta?

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