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di Fabio Martini

In ricordo del «cubano»

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Edizione Nr. 13 31 marzo 2017

La notizia della scomparsa di Tomás Milián, avvenuta il 22 marzo a Miami all'età di 84 anni, è rimbalzata sui media. Non sono mancati articoli e ricordi affettuosi dell'attore di origine cubana, noto in Italia soprattutto per i trash movie in cui interpretava il mitico er Monnezza e l'ispettore di polizia Nico Giraldi, detto anche er Pirata. Ma Milián è stato anche un eccellente attore drammatico: formatosi all'Actor Studio insieme a Marlon Brando e Montgomery Clift, di quella scuola aveva assimilato il senso profondo («mai recitare, ma vivere il personaggio», dichiarò in una delle sue ultime interviste, e a conferma si pensi all'indimenticabile interpretazione del generale Arturo Salazar in Traffic di Steven Soderbergh, film vincitore di ben 4 premi Oscar). Amato da registi come Bolognini, Cristaldi, Bertolucci, Pasolini, Lizzani, Corbucci e molti altri, passò da ruoli «intellettuali», come lui stesso li definiva, a interpretazioni più leggere e spassose. Nonostante il coinvolgimento in molti film di grandi registi americani (James Gray, Oliver Stone, Sidney Pollack, Tony Scott, Andy Garcia), il personaggio che amò di più fu proprio quello del Monnezza, ladruncolo un po' santo e un po' cialtrone, che lo fece sentire davvero «romano» e di cui non si pentì mai.

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