Il Nuovo Ticino7. Settimanale della Svizzera italiana.

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di Giancarlo Fornasier

Ibridizzanti

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Edizione Nr. 41 13 ottobre 2017

Se doveste cambiare auto, cosa scegliereste? A due anni dallo scoppio del «Dieselgate» (tema a cui il periodico Touring del TCS dedica un articolato servizio nell’ultimo numero) gli interrogativi si moltiplicano. E tra emissioni manipolate e nuovi test per accertare i reali consumi, il mercato mostra segnali di cambiamento. Negli ultimi dati resi noti dall’associazione Auto-schweiz, l’immatricolazione di vetture diesel segna una flessione di quasi il 7% rispetto al 2016. Segno positivo, invece, per le elettriche (+32%) e le ibride a benzina (+16%), non per le ibride/diesel, giù del 65%. Secondo Auto-schweiz la perdita di mercato dei veicoli diesel non è un buon segnale per l’ambiente. Vero, da un punto di vista delle emissioni inquinanti, tra i pochi vantaggi dei diesel vi sono i bassi valori di CO2 (visti anche i minori consumi per km), a cui fanno però da contraltare le elevate quantità di ossidi di azoto (NOx), oltre alle polveri fini e finissime. I problemi ambientali, dunque, non sono solo legati al CO2, anche perché non tutti i veicoli diesel in circolazione rispettano le norme Euro 6 (anzi) e dispongono di tecnologia AdBlue. Parliamo di auto, ma i maggiori indiziati sono camion, mezzi industriali e agricoli, dove l’introduzione massiccia di tecnologie ibride porterebbe enormi vantaggi.

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