Il Nuovo Ticino7. Settimanale della Svizzera italiana.

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di Giancarlo Fornasier

E il bambino dove lo metto?

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Edizione Nr. 43 27 ottobre 2017

Essere genitori e dover lavorare (o volerlo fare per sentirsi realizzati) rappresenta «il problema» per molte famiglie. Anche perché le soluzioni non sono molte: la più semplice ed elastica richiede che attorno al nucleo sia presente una rete di aiuti che coinvolga nonni e parenti stretti (comoda anche perché sovente costa poco o nulla). Oppure ci si rivolge a vicini di casa e conoscenti. In questo caso la ricompensa è d’obbligo e le cose si complicano: tutto si gioca infatti sulla fiducia e la disponibilità. Per tutto il resto servono soldi, a volte pure molti, tanto che sin troppo spesso «il santo non vale la candela», e tutto ciò che entra con il lavoro part-time – nella maggior parte dei casi è questo l’impiego delle mamme – finisce diritto nelle tasche di aiuti diurni o nelle casse di strutture per l’infanzia. Superato il periodo dell’asilo arrivano le scuole elementari: dove mangiano e con chi mangiano i bambini? Chi li porta e li riprende all’istituto? Come organizzare il dopo-scuola se i genitori sono impegnati? Senza dimenticare le famigerate «vacanze scolastiche»... Come ricorda il titolo della nostra storia di copertina, essere genitori significa anche proporsi quali perfetti pianificatori e funamboli provetti. A volte senza nemmeno una rete di protezione.

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