Il Nuovo Ticino7. Settimanale della Svizzera italiana.

L'edizione corrente

di Giancarlo Fornasier

Agonie culturali

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Edizione Nr. 11 17 marzo 2017
Le lingue in Svizzera edito dall'Osservatorio linguistico della Svizzera italiana nel 2016 è l’ultimo importante studio che traccia una mappa della diffusione del dialetto (meglio sarebbe dire dei dialetti) nella nostra regione. I dati non lasciano spazio all'ottimismo: se nel 2000 in circa il 16% delle famiglie ticinesi si comunicava solo in dialetto, dieci anni dopo la percentuale è scesa al 12%, un calo più leggero che si registra anche nei nuclei familiari che utilizzano entrambi gli idiomi (italiano e dialetto). E se il numero di persone che parlano una lingua è indice anche di quanto questa sia forte, per gli insiemi dei dialetti parlati tra Chiasso, Bedretto e i Grigioni il futuro non è certo roseo. Al di là di corsi e trasmissioni radio e TV nelle quali il nostro idioma viene difeso (e talvolta anche ridicolizzato, ahinoi), oggi per molti la lingua di padri e nonni rimane una sorta di colorita fonte di espressioni, a volte volgari a volte comiche, ma soprattutto di saggezza popolare a cui attingere. Limitante forse, ma che ha il pregio di ricordarci come la fantasia e l’acume nei secoli scorsi certo non mancassero, e nemmeno la genialità di creare gerghi capaci di renderci incomprensibili agli altri. Nell'era dell’inglese per tutti, l’impoverimento culturale passa anche dall’omologazione linguistica.

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